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L'assoluzione per particolare tenuità del fatto (art. 131-bis c.p.).

Il D.Lgs. 16 marzo 2015, n. 28, entrato in vigore il 2 aprile 2015, ha introdotto nell'ordinamento penale l'istituto della non punibilità per particolare tenuità del fatto (art. 131-bis c.p.).

La disciplina si applica a tutti quei reati, delitti o contravvenzioni penali, per i quali è prevista la pena detentiva non superiore nel massimo a cinque anni di reclusione ovvero la pena pecuniaria, sola o congiunta alla predetta pena.

La punibilità è esclusa quando, per le modalità della condotta e per l'esiguità del danno o del pericolo, valutate ai sensi dell'articolo 133, primo comma, l'offesa è di particolare tenuità e il comportamento risulta non abituale.

Il comportamento è abituale nel caso in cui l'autore sia stato dichiarato delinquente abituale, professionale o per tendenza ovvero abbia commesso più reati della stessa indole, anche se ciascun fatto, isolatamente considerato, sia di particolare tenuità, nonché nel caso in cui si tratti di reati che abbiano ad oggetto condotte plurime, abituali e reiterate.

L'offesa non può essere ritenuta di particolare tenuità quando l'autore ha agito per motivi abietti o futili, o con crudeltà, anche in danno di animali, o ha adoperato sevizie o, ancora, ha profittato delle condizioni di minorata difesa della vittima, anche in riferimento all'età della stessa ovvero quando la condotta ha cagionato o da essa sono derivate, quali conseguenze non volute, la morte o le lesioni gravissime di una persona.

Pur risultando ad oggi una scarsa applicazione pratica dell'istituto, si evidenzia come lo stesso, in presenza dei citati criteri, risulti applicabile ad una vasta tipologia di reati in ragione del previsto limite edittale di pena (5 anni di reclusione per i delitti) entro il quale potrà trovare applicazione la causa di non punibilità.

Nella prassi giudiziaria l'istituto in questione risulta discretamente applicato nei procedimenti per i reati di guida in stato di ebbrezza, in presenza di un minimo superamento del tasso di alcolemia nonché in quelli per il reato di evasione dagli arresti domiciliari, nelle ipotesi in cui il ristretto venga trovato sul pianerottolo di casa oppure nelle immediate vicinanze dal luogo di restrizione.

Si tenga presente che la Corte di Cassazione ha ritenuto l'istituto applicabile, in presenza dei requisiti previsti dalla norma, anche ai reati per i quali è prevista una soglia di punibilità (es: reati tributari).

Avv. Ciro Iorio

Via C. Casalegno n°1, Aversa (Caserta).





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