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L’appello penale è ammissibile anche se lo scritto è “caotico” (Cass. 10418/2019)

La Corte di Cassazione ha accolto il ricorso di un imputato al quale la Corte di Appello aveva dichiarato inammissinile l’impugnazione non avendo il difensore specificamente enunciato i punti e i capi del provvedimento impugnato.

Secondo la S.C. i “capi" ed i "punti" del provvedimento impugnato devono intendersi, i primi, le statuizioni complessive relative alla singola imputazione ascritta al singolo imputato, i secondi, i vari segmenti della suddetta decisione, la valutazione degli elementi essenziali, oggettivo e soggettivo, del reato contestato, e degli elementi accidentali, le circostanze aggravanti ed attenuanti e l'eventuale giudizio di bilanciamento, fino a ricomprendere l'intero trattamento sanzionatorio, anch'esso nei suoi distinti aspetti.

Nel caso concreto, la Corte territoriale ha ritenuto non adeguatamente specificati i capi ed i punti della sentenza, e quindi ha ritenuto il difetto di specificità in relazione al requisito previsto dalla lettera a) dell'art. 581 cod. proc. pen..

Una conclusione però che, come si afferma nel ricorso dell’imputato, appare rispondere ad un criterio meramente formalistico nella verifica della ammissibilità dell'atto di impugnazione.

La  lettura dell'atto, infatti, consente di enucleare, secondo la S.C. pur in una certa caoticità dello scritto, i capi ed i punti fatti oggetto delle censure sollevate dalla difesa dell'imputato nei confronti della sentenza del primo giudice:

- il primo motivo sviluppato sull'elemento soggettivo del reato di lesioni, tanto da contestare la motivazione sul punto e più precisamente la sussistenza della prova dello stesso; seguiva un'argomentazione che non appariva ictu °cui/ incoerente con la rubrica del motivo;

- il secondo motivo era rivolto a censurare la ritenuta sussistenza delle circostanze aggravanti contestate in relazione al delitto di danneggiamento, distinguendo poi fra l'aggravante della violenza sulle persone e quella dell'esposizione del bene alla pubblica fede;

- il terzo motivo era argomentato sulla dosimetria della pena.

Pertanto l’appello penale non può ritenersi tale da incorrere nel vizio di indeterminatezza, dei capi e dei punti della sentenza impugnata, ravvisato nella decisione di inammissibilità della Corte territoriale.






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